BIAS COGNITIVI

“L’ idea dell’ eccessiva diversificazione è una follia.” (Charles Munger)

I Bias Cognitivi sono responsabili della distorsione della realtà da parte del nostro cervello e sono un argomento centrale della finanza comportamentale.

Wikipedia definisce i Bias Cognitivi come: “giudizi -o pregiudizi- che non corrispondono necessariamente alla realtà, sviluppati sulla base dell’interpretazione delle informazioni in possesso, anche se non logicamente o semanticamente connesse tra loro e che portano dunque ad un errore di valutazione o mancanza di oggettività di giudizio.

Ecco quali sono i Bias Cognitivi più importanti da considerare per un operatore finanziario:

  • Effetto Ambiguità: Indica la tendenza a scartare le opzioni per le quali la probabilità, di un risultato positivo, è sconosciuta.
  • Ancoraggio: E’ la tendenza, quando si prendono decisioni, di affidarsi troppo su una singola fonte d’ informazione.
  • Euristica della Disponibilità: Indica la tendenza a sovrastimare la probabilità di eventi che sono rimasti impressi nella memoria.
  • Il Paradosso di Berkson: La tendenza d’ interpretare male gli esperimenti statistici che sono formati dalle probabilità condizionali.
  • Il Bias della Conferma: La tendenza di cercare, interpretare, focalizzare e ricordare l’ informazione in un modo che conferma la propria opinione.
  • L’ Effetto della Inclinazione: Indica la tendenza di vendere un asset che è aumentato di valore e non vendere un asset che è diminuito di valore.
  • L’ Effetto Dunning-Kruger: La tendenza, per soggetti non esperti, di sovrastimare la propria abilità e la tendenza per gli esperti di sottostimare la propria abilità.
  • L’ Effetto Focalizzazione: La tendenza di dare troppa importanza a un singolo aspetto di un evento.
  • Il Bias del Senno di Poi: E’ la tendenza di vedere gli eventi passati come se fossero stati prevedibili ai tempi in cui sono avvenuti.
  • Illusione di Controllo: La tendenza di sovrastimare la propria influenza sugli eventi esterni.
  • Avversione alle Perdite: E’ la tendenza a considerare una perdita in maniera più forte rispetto a un guadagno.
  • Illusione del Denaro: La tendenza di concentrarsi sul valore nominale (il valore facciale) del denaro, e non dare importanza al valore in termini di potere d’ acquisto.
  • Trascurare le Probabilità: Indica la tendenza a scartare completamente le probabilità quando si prende una decisione in condizioni di incertezza.
  • Il bias dell’ Ottimismo: E’ la tendenza ad essere troppo ottimisti e di sopravvalutare la previsione di eventuali risultati favorevoli.
  • Il bias del Risultato: La tendenza di giudicare una decisione dal suo risultato, invece che dalla qualità della decisione al tempo in cui era stata presa.
  • Il bais dell’ Innovazione: Indica la tendenza ad avere un ottimismo eccessivo verso una invenzione o l’ utilità di una innovazione per la società, mentre invece non si riescono a identificare le sue limitazioni e le sue debolezze.
  • Compensazione del Rischio: La tendenza di prendere rischi più grandi quando la sicurezza percepita aumenta.
  • Il bias dello Status Quo: E’ la tendenza di preferire cose che non cambiano molto.
  • Il bias della Sopravvivenza: Indica la tendenza a concentrarsi su coloro che sono sopravvissuti ad alcuni processi e non prestare attenzione a quelli che non sono sopravvissuti.
  • Il bias dell’ Autorità: E’ la tendenza di attribuire una grande accuratezza all’ opinione di una figura autorevole e esserne molto influenzati.
  • Illusione della Frequenza: Indica la tendenza a vedere ovunque conferme di quanto abbiamo recentemente appreso.
  • Attualizzazione Iperbolica: E’ la propensione a scegliere il piacere immediato rispetto alla felicità a lungo termine.

Per approfondire questi argomenti, consigliamo la lettura dei seguenti testi: