ETF

Il trucco è semplicemente comprare un Etf sull’ S&P 500 e farlo costantemente.(Warren Buffett)

La parola Etf è un acronimo di “Exchange Traded Fund” e indica uno strumento finanziario caratterizzato da una gestione totalmente passiva in quanto replica l’andamento di un determinato indice.

L’ essere gestiti in modo passivo comporta che il loro rendimento non dipende dalle capacità di un gestore, ma dalle performance di un indice borsistico; tale indice può essere composto da: azioni, materie prime, obbligazioni,  o altro ancora.

Gli Etf coniugano il meglio dei Fondi Comuni d’ Investimento e degli strumenti che possono essere scambiati quando i mercati sono aperti.

Infatti gli Etf sono simili ai Fondi Comuni d’ Investimento per il fatto che possono permettere di poter avere una grandissima diversificazione anche investendo pochi soldi. La similitudine con gli altri strumenti quotati, come ad esempio le azioni, è che gli Etf possono essere scambiati durante la giornata borsistica e il loro prezzo di acquisto o vendita è sempre identificabile; invece i Fondi Comuni d’ Investimento non possono essere scambiati sul momento, infatti si possono vendere o acquistare solo alla fine della giornata.

Gli Etf sono uno strumento che inizia ufficialmente la propria storia nel 1989, la loro diffusione di massa avverà negli Stati Uniti d’ America negli anni 2000 grazie agli sforzi di Barclays PLC.

Negli anni la diffusione degli Etf è andata aumentando esponenzialmente, questo si è verificato perchè gli Etf a differenza dei Fondi Comuni d’ Investimento hanno dei costi molto contenuti e perchè è stato dimostrato che, in un intervallo di 10 anni, un semplice Etf indicizzato sull’ S&P 500 ha un rendimento migliore del 90% dei Fondi Comuni d’ Investimento.

La prima persona a scrivere della convenienza ad investire in uno strumento che replicasse l’ indice azionario S&P 500 con bassi costi, è stata John Bogle nella sua tesi di laurea nel 1951.

Nonostante la diffusione di massa degli Etf indicizzati, l’ industria finanziaria ha creato molti altri tipi di Etf, per esempio gli Etf a leva – che sono degli strumenti speculativi pensati principalmente per il trading intraday- e gli Etf Smart Beta – che tentano di replicare un indice artificiale come ad esempio un indice costituito dalle società con buoni fondamentali o quelle con una buona storia di dividendi alle spalle-.

Da sottolineare è il fatto che gli Etf sono uno degli strumenti principali adottati dagli aderenti del Movimento Fire e da coloro che che riescono a vivere di rendita.

Sebbene crediamo che gli Etf siano uno strumento indispensabile da avere nel proprio portafoglio, noi consigliamo di avere anche Fondi Comuni d’ Investimento. Infatti gli Etf tendono a essere convenienti per quanto riguarda gli investimenti nei paesi del primo mondo – come ad esempio Usa, Uk e Giappone – e nella replica degli indici azionari mondiali; ma se si vuole avere una esposizione ad alcuni paesi emergenti invece consigliamo di utilizzare Fondi Comuni d’ Investimento.

Questo nostro suggerimento deriva dal fatto che gli Etf riescono a battere i Fondi Comuni d’ Investimento solo nei mercati finanziari maturi, poichè ci sono poche inefficienze che possono essere sfruttate dai gestori di fondi comuni, al contrario nei mercati finanziari emergenti ci sono spesso delle grandi inefficienze che possono essere sfruttate a proprio vantaggio grazie a capaci gestori di Fondi Comuni d’ Investimento.

Per quanto riguarda il mercato obbligazionario, ci sentiamo di mettere in guardia dall’ usare degli Etf e consigliamo invece di usare esclusivamente Fondi Comuni d’ Investimento.

Per chi volesse approfondire lo studio degli Etf, consigliamo di leggere i seguenti libri: