FONDO PER LE EMERGENZE: LA GUIDA DEFINITIVA

“Dì a quegli invertebrati che noi ci auto-assicuriamo.” (Gordon Gekko)

Il primo passo di ogni persona, interessata a una gestione oculata delle proprie finanze, dovrebbe essere quello di creare un fondo per le emergenze. Infatti, possiamo immaginare alla gestione finanziaria come una piramide, alla cui base si trovano:

  1. le assicurazioni sulla salute e gli infortuni,
  2. il fondo per le emergenze.

Un fondo per le emergenze è una quantità di denaro accantonata per far fronte ad eventi improvvisi di natura finanziaria e a spese impreviste, per esempio: rottura del motore della macchina, rottura del sistema idraulico della casa, bollette più care del solito, perdita del lavoro…

Quanti soldi dovrebbe contenere un fondo per le emergenze?

Ovviamente la risposta varia da persona a persona, per esempio: un padre di famiglia, monoreddito e con le rate del mutuo da pagare tutti i mesi, dovrà necessariamente avere un fondo per le emergenze più grande rispetto a un single senza figli che ha la casa di proprietà.

Un ruolo importante, per definire l’ ammontare del fondo per le emergenze, lo ha anche il tipo di lavoro svolto; infatti un imprenditore, che ha il rischio d’ impresa, dovrà necessariamente avere un fondo per le emergenze maggiore di quello di un lavoratore dipendente statale.

Oltre alla situzione familiare e al tipo di lavoro svolto, un’ altra variabile da considerare è se si è stipultato una assicurazione sulla salute e sugli infortuni – e anche un’ assicurazione sulla vita temporanea caso morte nel caso di un padre di famiglia-; ovviamente qualora non si sia coperti dal punto di vista assicurativo è necessario accantonare più denaro nel fondo per le emergenze.

In sostanza, il fondo per le emergenze dovrebbe contenere: da un minimo dell’ equivalente di tre mesi di spese -nel caso di situazioni molto tranquille, come ad esempio un lavoratore statale, single, senza figli, con casa di proprietà, senza debiti e con un’ assicurazione sulle malattie e sugli infortuni– , fino all’ equivalente di 24 mesi di spese -nei casi più rischiosi, come ad esempio un imprenditore, padre di famiglia, monoreddito, con figli, con un mutuo sulle spalle, con debiti vari e senza assicurazione sulle malattie e sugli infortuni-.