LE 3 FASI DI WARREN BUFFETT

“Chi dice che la quantità di soldi che si gestisce non influenzi la performance, non sa di cosa sta parlando. Negli anni 60 ho massacrato il Dow Jones, avreste dovuto vedere i miei rendimenti, però all’ epoca gestivo spiccioli. Se oggi dovessi gestire meno di 10 milioni di dollari, so che potrei avere un rendimento annuale del 50%, anzi non è che potrei… lo posso garantire!” (Warren Buffett)

Warren Buffett è sempre stato un seguace della dottrina del Value Investing, ma nel corso della sua carriera ha vissuto tre fasi distinte:

  1. La prima fase è stata quella che più di tutte è stata influenzata dal pensiero di Benjamin Graham. Infatti nei suoi primi anni da investitore professionista, Warren Buffett acquistava azioni ampiamente sottovalutate – quelle che vengono chiamate “Cigar Butts”, cioè mozzioni di sigari-. Quando acquistava “Cigar Butts”, Warren Buffett dava una priorità a indicatori quantitativi che misurassero il grado di sottovalutazione di un’azienda, rispetto a indicatori qualitativi. Questi indicatori quantitativi erano per esempio: il book value per share -che permette di capire quanto è il valore degli assetts dell’ azienda per azione- e il price to earning ratio -che mette in relazione il prezzo delle azioni con gli utili aziendali. Una frase di Warren Buffett che riassume la strategia che ha usato in questo primo periodo è la seguente: “E’ come raccogliere un mozzicone di sigaro dalla strada. E’ disgustoso, ma è rimasta un’ ultima tirata che è gratis.”
  2. La seconda fase della strategia d’ investimento di Warren Buffett è quella che ha visto una grande influenza dal suo collega Charles Munger e dal suo mentore Philip Fisher. In questo periodo le masse gestite da Warren Buffett erano cresciute esponenzialmente ed era più difficile poter investire in piccole aziende molto sottovalutate. Quindi il buon vecchio Warren cominciò ad andare alla ricerca di aziende con connotati “monopolistici” che vendessero a un prezzo equo, in altre parole incominciò a dare una maggiore importanza agli aspetti qualitativi rispetto a quelli quantitativi. Tra gli aspetti qualitativi più considerati da Warren Buffett vi erano: la durabilità del vantaggio competitivo dei brands, gli indici di redditività e i margini dell’ azienda. Una frase che riassume questa fase della sua vita è la seguente: “E’ meglio comprare un’ ottima azienda a un prezzo medio, piuttosto che comprare un’ azienda media a un ottimo prezzo.”
  3. La terza e ultima fase della carriera di Warren Buffett è stata caratterizzata dall’ acquisto di azioni di ottime aziende con condizioni preferenziali. Infatti, dovendo gestire una massa di denaro gigantesca, Warren si accorse che anche la strategia qualitativa della seconda fase poteva essere migliorata: cioè comprando azioni di ottime aziende a un prezzo equo e con condizioni preferenziali! Per fare un esempio, quando Warren Buffett acquistò una grande quota di Heinz si fece garantire un dividendo privilegiato -cioè che andava pagato sempre e a prescindere dai risultati aziendali- del 10%. Se si va ad analizzare il portafoglio d’ investimenti di Berkshire Hathaway si può notare che più dell’ 80% delle sue azioni e aziende controllate pagano dividendi alla casa madre, quindi possiamo dire che questa fase può essere riassunta dalla seguente frase di Warren Buffett: “Se non trovi un modo di fare soldi mentre dormi, lavorerai fino al giorno della tua morte.”