SCADENZA DELLE OPZIONI

“Un pescatore riconosce un altro pescatore anche da lontano”. (Gordon Gekko)

La scadenza delle opzioni  è un fattore molto importante da considerare quando si fa trading perchè può influenzare in modo determinante i nostri risultati.

Quando parliamo della scadenza usuale delle opzioni sulle azioni, tutti noi sappiamo che è di venerdì. La stessa cosa però non interamente vera per altri sottostanti.

Per definizione, quando parliamo di scadenza delle opzioni ci si riferisce a quando le opzioni scadono e vengono convertite in cash.

Le tipologie di scadenze più famose sono:

  •  regolare
  •  settimanale
  •  trimestrale
  •  leap: cioè opzioni a lunga scadenza, generalmente più di un anno.

Ovviamente la liquidità sarà differente a seconda della scadenza. Per esempio confrontando la differenza tra le scadenze regolari e quelle settimanali: le scadenze regolari sono di solito quelle più liquide poichè sono quelle su cui operano la maggior parte degli operatori, le scadenze settimanali sono quelle che scadono ogni settimana e ci danno l’ opportunità di fare speculazioni a breve termine su determinati sottostanti. Si potrebbe usare una opzione con una scadenza settimanale se si vuole speculare su un particolare evento,per esempio su una dichiarazione degli utili in un determinato giorno, in quanto ci si aspetta una maggiore volatilità implicita rispetto alla scadenza regolare.

Le scadenze leap hanno solitamente una più piccola decadenza della Theta, infatti c’è un intervallo di tempo molto grande prima della scadenza.

Quando parliamo della scadenza delle opzioni è molto importante considerare la conversione.

Una long call ci da il diritto di acquistare il sottostante a un determinato prezzo di esercizio in un determinato periodo di tempo, se siamo long su una opzione call ed è in the money allora significa che l’ opzione ha un valore intrinseco, quindi il prezzo di esercizio è inferiore al prezzo del sottostante. Quindi se lasciamo l’ opzione call scadere in the money, allora possiamo convertire il contratto che abbiamo per la corrispondente quantità di sottostante.

Una long put ci da il diritto di vendere il sottostante a un determinato prezzo di esercizio in un determinato ammontare di tempo, se siamo long su una opzione put ed è in the money allora significa che l’ opzione ha un valore intrinseco, quindi il prezzo di esercizio è superiore al prezzo del sottostante. Quindi se lasciamo l’ opzione put scadere in the money, allora possiamo convertire il contratto che abbiamo per la possibilità di shortare la quantità di sottostante. Se al momento della conversione dovessimo possedere la quantità corrispondente di sottostante che abbiamo il diritto di shortare, allora la quantità che possediamo viene eliminata dal nostro conto e quindi non avremmo più posizioni nè long e nè short nel sottostante.

Una short put ci da l’ obbligo di acquistare il sottostante a un determinato prezzo di esercizio in un determinato ammontare di tempo se la nostra controparte decide di esercitare il suo diritto di vendere il sottostante. Quindi se lasciamo l’ opzione put scadere in the money, allora potremmo avere l’ obbligo di convertire la nostra put nella quantità di sottostante.

Una short call ci da l’ obbligo di vendere il sottostante a un determinato prezzo di esercizio in un determinato ammontare di tempo se la controparte decide di esercitare il suo diritto di comprare il sottostante. Quindi se lasciamo l’ opzione call scadere in the money, allora potremmo avere l’ obbligo di vendere la quantità di sottostante.

Alcuni indici non scadono il venerdì, per esempio il VIX scade di mercoledì e quindi l’ ultimo giorno per fare trading con le opzioni su questo sottostante è il martedì.

Un indice che invece scade di venerdì è l’ SPX, quindi l’ ultimo giorno per fare trading con le opzioni su questo sottostante è il giovedì.

Da notare è il fatto che la scadenza degli indici non è basata sul prezzo di chiusura ma sul prezzo di liquidazione. Quindi nel caso del VIX dobbiamo controllare il prezzo di liquidazione del VRO e nel caso dell’ SPX dobbiamo considerare il SET. Quest tipi di opzioni sono di tipologia europea, al contrario delle opzioni americane, non possiamo esercitarle prima.

Per quanto riguarda la scadenza delle opzioni, dobbiamo essere condapevoli dei seguenti elementi:

  • Il rischio Gamma, che descrive il tasso di cambiamento della Delta. Quando ci avviciniamo alla scadenza, il rischio gamma aumenta nelle nostre opzioni. Quindi i più piccoli movmenti del sottostante andranno a influenzare i più grandi cambiamenti della Delta, quest’ ultimo va ad aumentare o diminuire la nostra posizione netta in modo drastico.
  • Il rischio di cessione, che fa in modo che più ci avviciniamo alla scadenza e più il nostro sottostante va ad operare come long o short. Se abbiamo qualcosa che è in the money, allora molto probabilmente ci verrà ceduta se siamo short sull’ opzione. Quest’ ultimo fatto si verifica perchè le opzioni non avranno più valore intrinseco e poichè le opzioni possono essere esercitate solo per il valore intrinseco, allora ha più senso per il proprietario dell’ opzione di esercitarla se vuole possedere la quantità di sottostante o andare short sulla quantità di sottostante.
  • L’ ultimo giorno di trading. E’ molto importante ricordarsi quando è l’ ultimo giorno per fare trading sull’ opzione, per esempio se consideriamo la scadenza regolare mensile: per il VIX l’ ultimo giorno di trading è il martedì, invece per l’ SPX l’ ultimo giorno di trading è il giovedì.

Riassumendo:

  • Scadenze diverse possono avere differenti livelli di liquidità.
  • L’ ultimo giorno per fare trading sulle opzioni non è sempre il venerdì.
  • Gli indici impostati cash scadono nel prezzo di liquidazione.
  • Più scadenze comportano più flessibilità.

Per approfondire l’ affascinante mondo delle opzioni suggeriamo i seguenti testi: