TERRY SMITH: IL WARREN BUFFETT INGLESE

TERRY SMITH

“Senza passione, non hai energia. Senza energia, non hai niente.” (Warren Buffett)

Terry Smith, nato nel 1953 nel Regno Unito dove in seguito si è laureato in Storia, è uno dei personaggi emergenti di Wall Street e viene da tutti considerato il Warren Buffett inglese. E’ famoso per essere il fondatore di Fundsmith, una società di gestione del risparmio focalizzata nel lungo periodo e nel detenere quote azionarie per molto tempo che ha avuto un rendimento medio annuale di circa il 19%.

La vita di Terry Smith è stata contrassegnata da una esperienza ultra decennale nel settore del risparmio gestito, infatti ha lavorato in diverse società finanziarie tra cui le seguenti: Barclays e Ubs.

Le caratteristiche del pensiero di Terry Smith che sono state alla base della fondazione di Fundsmith sono le seguenti:

  • Non andare a ricercare i vincitori di domani, ma investire nelle aziende che hanno già vinto. Non è un caso che una delle aziende preferite da Terry Smith sia stata negli anni la Microsoft del leggendario Bill Gates.

  • Comprare aziende di qualità. In questo senso Terry Smith può essere considerato come un discepolo di Charles Munger e Philip Fisher, per approfondire questo concetto ti consigliamo di leggere l’ articolo: “le 3 fasi di Warren Buffett“.

  • Non pagare troppo per l’ acquisto di azioni societarie. Infatti come insegna la disciplina del Value Investing, fondata dal mitico Benjamin Graham, pagare troppo per le quote di una buona azienda può trasformare un buon investimento in un cattivo investimento.

Per approfondire il pensiero di Terry Smith ti consigliamo di leggere i seguenti bestseller:

Alcuni frasi di Terry Smith sulle quali riflettere molto attentamente sono le seguenti:

  • È più facile stimolare i prezzi degli assets che stimolare un’economia.
  • Sembra che le crisi, comprese le pandemie, accelerino alcune tendenze economiche esistenti.
  • Meglio scegliere aziende di qualità piuttosto che utilizzare solo il value investing tradizionale.
  • Qualsiasi abilità [di selezione dei titoli] che i gestori di fondi potrebbero possedere, e nella migliore delle ipotesi solo un numero molto piccolo di loro la possiede, viene spazzata via sia dai loro tentativi di fare timing del mercato che dalle loro commissioni.
  • Dovremmo tutti gestire portafogli azionari su base globale e aggiungere un elemento di esposizione alle small cap.
  • I risultati forniscono una prova evidente che la stragrande maggioranza dei gestori di fondi nel nostro set di dati non era semplicemente sfortunata, ma era davvero poco competente.